15 marzo – Commemorazione del Risorgimento Ungherese del 1848-49 presso la tomba di Emily Udvard Kossuth, la moglie di Francesco Kossuth

Cari Amici, in data 15 marzo 2018 alle 16.00 Vi invitiamo alla commemorazione del Risorgimento Ungherese del 1848-49.

Nel giorno della festa nazionale ungherese depositiamo una corona sulla tomba di Emily Udvard Kossuth, la moglie di Francesco Kossuth, presso il Cimitero Evangelico Agli Allori  – Via Senese, 184 – Galluzzo – Firenze.

 

 


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Francesco Kossuth – Biografia

Francesco Kossuth nasce a Budapest il 16 novembre 1841.
Il padre Luigi (Lajos) è l’eroe della rivolta ungherese del 1848 contro gli Asburgi.
Dopo la disfatta, nel 1849, dei sussulti rivoluzionari in tutta l’Europa, il giovane Francesco segue il padre nell’esilio.
Prima in Turchia, poi in Inghilterra (dove si laurea in ingegneria) ed infine a Torino.
Dal 1872 al 1887 è a Cesena come amministratore e direttore della Cesena Sulphur Company Limited, fondata a Londra con lo scopo di acquistare diverse miniere di zolfo nel circondario cesenate.
Dopo la morte del padre, avvenuta a Torino nel 1894, ritorna in Ungheria e diventa capo del partito dell’Indipendenza e successivamente ministro del commercio estero.
Muore il 25 maggio del 1914, alla vigilia dello scoppio della Prima Guerra Mondiale.

(P. P. Magalotti)
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Il figlio di rivoluzionario ungherese Lajos Kossuth, Francesco è stato educato al Politecnico di Parigi e l’Università di Londra, il quale nel 1859 ha vinto il premio per l’economia politica.
Dopo aver lavorato come ingegnere civile presso “The Forest Railway Dean”, si recò in Italia, la dove aquistò dei terreni per i prossimi 33 anni, prendendo una notevole costruzione ferroviaria nella costa della penisola.
A Cesena nel 1876 sposò Emily Udvard.
Nel 1885 è stato insignito per i suoi servizi da parte del governo italiano.
La sua ultima grande opera è stata la costruzione di ingegneria dei ponti in acciaio per il Nilo.
Nel 1894 ha accompagnato i resti di suo padre in Ungheria, e l’anno successivo ha deciso di stabilirsi nella sua terra natale e ha prestato il giuramento di fedeltà.
Il 10 aprile del 1895 ha preso parte attiva nella politica ungherese a Tapolca e nel 1896 a Cegléd.
Nell’autunno del 1898 è diventato il leader dei ostruzionisti o “partito di indipendenza,” Contro la successiva Dezso Banfy, Szell Kalman, Charles Khuen Héderváry e Tisza Amministrazioni, esercitando grande influenza non solo in Parlamento, ma sul grande pubblico attraverso la sua articoli in consenso.
Nel 1905 è stato ricevuto in udienza dal re. Di Sandor Wekerle come ministro del commercio.
Avendo problemi di salute Kossuth si ritirò sempre più dalla politica attiva, ed è apparso solo in Parlamento in occasioni speciali, l’ultima volta il 30 ottobre 1913.
Dal suo letto di malattia ha rifiutato qualsiasi partecipazione con Karolyi al Triplice Alleanza contro la politica della Duplice Monarchia.
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I PERSONAGGI DI CESENA – L’EPOPEA DI KOSSUTH

Ingegnere esperto, padrone durissimo, coraggioso fino all’incoscienza e figura di spicco, con la bellissima moglie inglese Emily Udvard, della vita mondana di Cesena – meriterebbe un racconto a sè.
Perché si inserisce in quella specie di Far-West che è là romagna dei primi decenni di unità nazionale.
Si pensi che in quel distretto minerario per lungo tempo non si riesce a mantenere una caserma della Benemerita perché gli addetti alle solfare fanno saltare in aria con noiosa metodicità ogni costruzione dell’Arma.
Quando la moglie, Emily muore nell’autunno del 1887 a Firenze anche l’avventura italiana di Francesco Kossuth sta giungendo al termine (si trasferirà poi in Ungheria, dove diventerà ministro.)
Nel maggio ha portato in tribunale i libri per fallimento. Causato, secondo alcuni, dalle sue manie di grandezza e di lusso.
E, per altri, dal semplice fatto che le sulfuree scommesse non si vincono mai.
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RESTAURATA A FIRENZE LA TOMBA DELLA MOGLIE DI
FRANCESCO KOSSUTH

Di Pier Paolo Magalotti

Nel capitolo del mio libro “Paesi di Zolfo” dedicato a Francesco Kossuth, direttore della Cesena Sulphur Company, e più precisamente alle pagine 129 e 130 ho riportato la vicenda della malattia e della morte della moglie, Emily Udvard.
Dopo il tracollo ed il fallimento della Società mineraria inglese, alla fine di maggio del 1887, Francesco Kossuth lasciò Cesena assieme alla consorte, già ammalata.
In un primo tempo, su consiglio del prof. Mario Giommi, primario dell’ospedale civico cesenate, la coppia si fermò a Castel Maggiore, sperando che il nuovo ambiente più salubre potesse portare un buon giovamento alla salute, già compromessa dell’amata moglie.
Ma, nell’ottobre, le condizioni si aggravarono ulteriormente e venne suggerito il ricovero all’ospedale di Firenze.
Qui il 30 ottobre, nonostante le premurose cure mediche, Emily si spegneva e in quella città veniva sepolta.
Il marito fece costruire un bel monumento funebre “in stile gotico con archi in marmo bianco e di un’altezza quasi come una casa.” Questo è quanto riferito dalle memorie pervenuteci dall’autobiografia del celebre uomo politico ungherese.
Dopo vari tentativi di ricerca, in Firenze vi sono diversi camposanti, finalmente nel 1990 ritrovai la tomba al “cimitero degli Allori ”, sulla via Senese al n°184, non lontano dalla Certosa di Firenze.
La notizia di tale rinvenimento può sembrare, a chi ci legge per la prima volta, cosa di poco conto, di interesse limitato, ma, devo confessare che il momento della scoperta mi creò una forte emozione.
Non fosse altro che quel monumento abbandonato, in condizioni di precarietà, mi univa ad un pezzo della storia delle nostre miniere, a quel direttore della Cesena Sulphur Company, a quel notevole personaggio, figlio di Lajos Kossuth, il patriota ungherese per eccellenza, amico di Cavour, di Mazzini e Garibaldi.
Da subito mi interessai affinché si potesse realizzare un minimo di restauro per fermare il degrado, ma trovai ostacoli e difficoltà economiche al riguardo.
Nel novembre del 2002, quando la nostra Società celebrò a Cesena, assieme all’Accademia d’Ungheria di Roma, con una giornata di studio il duecentesimo anniversario della nascita del patriota ungherese, Lajos Kossuth, ebbi occasione di accennare all’Ambasciatore di Ungheria in Italia, al Vice Ministro della cultura ungherese la necessità del restauro di quel monumento.
Da allora non seppi più nulla.
Il 27 gennaio scorso il prof. Csorba, direttore dell’Accademia d’Ungheria, mi comunicava che con i fondi del governo ungherese la tomba era stata si è svolta toccante cerimonia nel cimitero degli Allori con la partecipazione, assai numerosa, della comunità ungherese.
Emozionante per due motivi: il primo, perché un’appendice della storia ungherese era stata ritrovata e recuperata alla memoria (sono stato informato che mausolei riferiti al ricordo della famiglia Kossuth fuori dall’Ungheria sono due: questa cappella funebre ed un monumento dedicato a Lajos Kossuth negli Stati Uniti d’America), il secondo, perché in questa occasione veniva commemorato l’anniversario della Rivoluzione del 1848 che infiammò l’Europa contro la tirannia austriaca, e che proprio il 15 marzo iniziò in Ungheria sotto la guida di Lajos Kossuth.

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