Il carnevale dei «busò» a Mohács – Ungheria

E’ il più antico, il più importante e il più spettacolare carnevale d’Ungheria.
Si svolge a Mohács, cittadina nel sud del Paese che si segnala anche come uno dei principali porti commerciali sul Danubio.
Notevole lo sfondo storico di questa manifestazione, chiamata «busójárás» (o anche
poklada), in origine antica festa popolare di origine serba, con maschere terrificanti di
significato propiziatorio.

Busok 4

Questa festa oggi è diventata anche un’attrazione turistica.
In piazza Kóló si radunano i busó, uomini mascherati che raggiungono la piazza principale di Mohács al colpo del cannone.

I gruppi di busó sono divisi secondo la rispettiva «arma» posseduta: il cannone, la ruota del diavolo, il carro, il corno, il trogolo, la barca etc.

Busok in barca
Con gran frastuono queste maschere festeggiano il carnevale lungo la riva del Danubio e nelle vie adiacenti. Poi, all’imbrunire, tornano sulla piazza principale e, attorno a un gran falò, improvvisano giochi e scherzi per i presenti.

Busok 1
La domenica grassa si conclude così. Ma il popolo di Mohàcs festeggia anche il martedì grasso: sulla piazza principale della cittadina si fa un gran falò e si brucia la bara che simboleggia la stagione invernale.
Così si dà anche il benvenuto alla primavera.
L’origine di questa festa popolare risale al periodo della dominazione turca.
Secondo la leggenda, gli antichi abitanti di Mohács, costretti a ritirarsi nella palude, ad un certo punto si ribellarono: indossarono maschere terrificanti, attraversarono il Danubio e a notte fonda, con strumenti improvvisati, fecero un gran baccano che mise in fuga i turchi.

Busok 5
Questo simpatico racconto, però, è privo di qualsiasi fondamento storico.
Vero è, piuttosto, che la cittadina di Mohács si liberò dal giogo turco nel 1687 e numerosi serbi si stabilirono in questa zona soltanto dieci anni dopo.
Molto probabilmente furono proprio i serbi a introdurre questa usanza derivata dai Balcani, loro terra di origine.
In ogni caso, le prime notizie e menzioni del carnevale risalgono alla fine del XVIII secolo.
Le maschere di un tempo erano molto simili a quelle dei nostri giorni, costituite da una pelle di montone chiusa con una cintura e un campanaccio penzolante, calzoni larghi imbottiti di paglia, ciocie come scarpe.

Busok 3
Per fare baccano viene usata una raganella o una clava di legno.
La maschera è invece intagliata nel salice, dipinta come da tradizione con sangue di
animali e con un cappuccio di pelle di montone.
I mascherati, detti appunto busó, sono scortati dai jankele, che tengono lontani da loro curiosi e bambini; hanno sacchi pieni di cenere o farina, oppure di stracci o segatura.

Busok maschere
Anticamente i busó visitavano tutte le case di Mohács, facendo auguri e praticando magie. In cambio, non poteva mancare l’invito da parte del padrone di casa a mangiare e a bere.

Dalla Gazzetta Web di Rita Rutigliano – http://www.lagazzettaweb.it

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